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Guadagnare con AdSense – seconda parte


Senza voler iniziare una digressione sul tempo e il suo uso, vorrei soltanto dare un altro punto di vista e far riflettere su questo aspetto, poiché a fronte di ingressi tutto sommato modesti, AdSense (o meglio, un blog/sito che voglia guadagnare attraverso i sistemi di pubblicità integrati) richiede un investimento notevole in termini di energia e tempo. Questo rapporto in difetto è dovuto, in Italia, anche e forse soprattutto a quanto accennato un paio di paragrafi sopra, relativamente agli Stati Uniti.

A parità di contenuti e di qualità dei contenuti, un blog o un sito in inglese avrà un bacino di utenti estremamente più ampio di un pari blog o sito in italiano. Se volete vedere il bicchiere mezzo pieno, potete sempre consolarvi pensando che ad un bacino di utenti minore corrisponda anche una minor concorrenza, ed in parte è un’affermazione condivisibile, ma i soldi, con AdSense o qualsiasi altra pubblicità, li fate solo sui grandi numeri. L’utente medio riconosce in maniera quasi automatica i banner e le pubblicità contestuali e, altrettanto automaticamente, le elimina in maniera inconscia dal proprio campo visivo. Chi fa click sui AdSense allora? Chi davvero è interessato ai contenuti offerti dall’annuncio contestuale mostrato (e in quel caso allora offrite un servizio in più ai vostri lettori, un link verso un prodotto/servizio che stavano cercando, come spero di fare io con il mio blog), ma sono in pochi e i contenuti del sito devono essere davvero chiari perché Google mostri gruppi di annunci pertinenti; o gli utenti con meno dimestichezza e familiarità, che non navigano spesso e che ancora non hanno costruito quella “mappa mentale” della pagina che filtra automaticamente i banner dal contenuto. I numeri comunque sono sconfortanti e le percentuali di conversione (il famoso CTR o Click-through Rate, cioè il numero di click per impressione), seppur variabili, sono sempre basse.
Un’ultima nota, prima di terminare questo intervento su AdSense, riguarda la valuta con la quale AdSense paga i guadagni generati dai click conquistati con tanta fatica, lavoro e tempo. Esatto, Google paga in dollari, non esattamente la valuta più forte in questo momento. Per lo meno non se vivete in Europa…
In definitiva AdSense si rivela un efficace strumento per ingressi indipendenti per certi siti o blog che possono vantare molte (migliaia o diverse centinaia) visite giornaliere, mentre per gli altri (parliamo quindi del 99,99% di quanto si trova sul web, questo blog compreso) continuerà a rappresentare un modo di offrire (talvolta) link pertinenti verso altri siti con contenuti rilevanti, o (nel migliore dei casi) un modo per pagarsi le vacanze. A voi decidere se questo valga o meno il tempo che impegnate nel tenere aggiornato il vostro sito o blog.

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One Comment

  1. [...] Basta cercare su un qualsiasi motore di ricerca delle combinazioni di keyword quali “guadagnare con adsense”, “guadagnare da casa” o “guida adsense” per rendersi conto di quanto detto e del volume di ricerca restituito dalle SERP. Spesso, in realtà ci si rende conto che molti di questi siti hanno gli stessi contenuti o semplicemente riportano delle traduzioni (totali o parziali) o dei riadattamenti di manuali, libri e guide pubblicati sull’onda dell’entusiasmo del successo di Google AdSense negli Stati Uniti. Negli Stati Uniti, appunto. Lasciando stare per il momento quest’ultimo aspetto, appena accennato, c’è da dire che a fronte di tanti siti o blog che propongono, in sostanza, informazioni poco utili, ma che di fatto agiscono come specchietto per le allodole (per il beneficio del proprio account AdSense, poiché di fatto spesso il banner è visto come una delle possibili vie d’uscita da una pagina web, e non solo come contenuto rilevante, da ciccare se realmente interessati), ce ne sono alcuni che forniscono seriamente tecniche e consigli, che aggiornano periodicamente i propri contenuti e che, di fatto mettono passione autentica ed energie nei propri intenti. Lodevole senza dubbio, ma per lo meno discutibile se si cerca di raggiungere l’indipendenza economica attraverso i guadagni di AdSense. Di fatto, parlando sempre di blog personale o di sito web (quindi dimenticativi i portali che pubblicano 30/50 nuovi post ogni giorno e che possono contare su di una redazione), i numeri in termini di visite necessari per rendere AdSense (o altri sistemi di pubblicità integrata) redditizio, sono difficilmente raggiungibili dal singolo, soprattutto se il sito o il blog assorbono tempo libero e non sono l’attività principale di quella persona. Detto ciò, è comunque possibile generare un ingresso economico mensile nell’ordine dei 200/400 euro attraverso i sistemi di pubblicità integrata come Google AdSense. Ma a quale prezzo? Sicuramente un prezzo molto alto in termini di tempo impiegato, sia per aggiornare costantemente i contenuti del blog (mi spiace deludere chi pensa che basti scrivere un centinaio di post, dopodiché preoccuparsi soltanto di decidere se comprare un biglietto per le Hawaii o per la Giamaica), che per crearsi una notorietà nell’ambito nel quale si opera (elemento spesso poco enfatizzato, ma che di fatto contribuisce in maniera determinante al successo di un sito o, soprattutto, di un blog). Continua… leggi la seconda parte! [...]

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