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"J" come "joinare"


Pochi giorni fa ho ricevuto, via Facebook, un messaggio da parte di un ex-studente dell’università nella quale mi sono laureato, che mi invitava a “joinare” il nuovo network dell’università.
Neonato network a parte, quello che mi è rimasto inchiodato in testa è quel verbo “joinare”. Onestamente non so se “joinare” sia stato ammesso tra i neologismi ufficiali, ma non credo (per lo meno spero sia così), o se si tratta invece di un attacco creativo del mio ex-collega. Non è comunque questo il punto.

Si sa che la lingua parlata è ben più viva di quella fissati nei vocabolari e nelle grammatiche, soprattutto ora con la diffusione sempre più capillare di Internet nelle case, nelle scuole e, più in generale, con la sempre maggiore facilità di accesso ai nuovi media.
Come porsi di fronte all’accelerarsi di questo fenomeno, comunque naturale? Schierarsi in difesa di un’estetica della lingua italiana minacciata dall’apporto linguistico firmato web 2.0, o fare propri questi neologismi e utilizzarli correntemente?
Come web content writer e traduttore da un lato non posso che considerare le parole con un sacro rispetto, dall’altro mi trovo a dover adattare il mio stile alle esigenze del cliente per cui lavoro. Per fortuna nessuno mi ha ancora chiesto di scrivere un articolo usando la keyword “joinare”…

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One Comment

  1. Arte says:

    grazie per il commento sul blog dell’associazione! comunque c’è ancora una settimana se ti interessa partecipare al concorso artelario :)

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